È morta Franca Chiarandini, agente penitenziaria: positiva al Covid, aveva 78 anni

Nella sua vita professionale ha scortato, armata, chissà quante volte detenuti in trasferimento e ha proceduto a perquisizioni di fuorilegge. Ma non è riuscita a vincere il Covid-19, che ha contratto purtroppo in ospedale e ne è morta. Aveva 78 anni Franca Chiarandini, già agente penitenziaria, di Terenzano, che aveva lavorato anche in municipio a Pozzuolo.

«Buona e dolce, madre di famiglia – così la ricorda Ugo Visintini, interpretando il cordoglio dei compaesani e della comunità parrocchiale –, era davvero generosa e sempre disponibile a dare una mano». Originaria di Beivars, venne a Terenzano sposa di Gino Antonutti, che con il fratello Enzo – prima di andare entrambi in pensione – ha condotto localmente un’impresa di manutenzione per motori elettrici. Franca si è dedicata alla casa e alla famiglia, crescendo con affetto e ogni attenzione i figli Marco e Raffaella. Quando questi erano grandicelli e in grado di badare a sé, lei ha deciso per il lavoro fuori casa.

È stata commessa a Udine in vari esercizi commerciali e anche alle dipendenze di un autogrill, ma per un periodo ha lavorato in forze al Comune di Pozzuolo, con mansioni nell’ufficio di assistenza sociale. Infine, ha vinto un concorso per un impiego alla casa circondariale di Gorizia, dove è rimasta fino alla pensione, a 60 anni.

Così la descrivono i suoi cari: fin da piccola ha mostrato un senso fortissimo del dovere e della responsabilità, svolgendo in modo puntuale e al meglio delle sue possibilità tutte le mansioni di cui era incaricata. Come era decisa e rigorosa nella sua professione (si esercitava con serietà al poligono ed è stata premiata per la precisione nel tiro), così era tenera e umana nel rapporto interpersonale, in particolare con i familiari e la parentela. Grande è il dolore e il rimpianto del marito, di Raffaella, che abita a Terenzano, e Mauro, di Udine, con i loro consorti, ma anche del fratello Valerio di Beivars, dei nipoti Giacomo, Mauro e Stefano. Era legatissima alle cugine Anna, Angela, Fedora e Renata, ai piccoli pronipoti e altri parenti.

Tutti sono stati in ansia quando Franca ha dovuto essere ricoverata all’ospedale di Udine per curarsi da una malattia autoimmune. Ma durante la degenza nel reparto di medicina è stata contagiata dal virus pandemico, che l’ha portata via senza possibilità di ripresa.

«Quando la sentivamo al telefono dopo essere stata spostata nel reparto Covid – riferiscono accorati i figli – chiedeva di tornare. La sua casa era la sua vita, non ci aspettavamo questo drammatico epilogo senza poterla assistere, né rivedere. Contavamo di godere della sua affettuosa presenza ancora un po’ di anni».

Moltissime le attestazioni di vicinanza giunte alla famiglia, in particolare da ex colleghi agenti di polizia penitenziaria e perfino dal direttore della struttura, dottor Francesco Macrì. L’addio nella fede, quest’oggi alle 15 nella parrocchiale di Terenzano, sarà celebrato dal cappellano militare monsignor Guerrino Marta.

Fonte: Messaggero Veneto

BaschiAzzurri.it e’ un portale di informazione e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato con periodicità non definita in base alla disponibilità dei propri redattori.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.