Rivolta nel carcere di Bologna, 49 verso il processo.

Tumulti a inizio lockdown: i reati ipotizzati vanno da tentata evasione a resistenza a pubblico ufficiale.

BOLOGNA – Con un avviso notificato a 49 persone, la Procura di Bologna ha chiuso le indagini sulla rivolta avvenuta in carcere il 9 marzo, quando all’inizio dell’emergenza Covid i detenuti, come in altri penitenziari d’Italia, diedero vita a una dura protesta con disordini, impossessandosi di parte dell’istituto. Le indagini, coordinate dal pm Elena Caruso, hanno identificato in otto persone gli istigatori, coloro che avrebbero distrutto le plafoniere al neon in un corridoio, gridando ‘Libertà, ora distruggiamo tutto”. Ci sono poi altre accuse a vario titolo di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale per chi si oppose alla Polizia penitenziaria, lanciando sedie, sgabelli o bombolette di gas contro il personale e sbarrando i cancelli delle sezioni detentive, con vari oggetti.

Due detenuti rispondono di tentata evasione, per quando cercarono di calarsi dal tetto, ma furono fermati dagli agenti, mentre altri lanciavano oggetti per impedire l’intervento della polizia penitenziaria. Non fa parte di quest’indagine la morte di un detenuto 29enne tunisino, trovato cadavere l’11 marzo, episodio per cui è già stata chiesta l’archiviazione: il decesso avvenne per overdose di farmaci.

Fonte: repubblica.it

BaschiAzzurri.it e’ un portale di informazione e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato con periodicità non definita in base alla disponibilità dei propri redattori.

Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001.