Sindrome da burnout: quando il lavoratore “si brucia”, per CASTALDO dell’Osapp l’Amministrazione Penitenziaria deve fare di più per il Benessere del Personale di Polizia Penitenziaria.

Lo stress lavorativo cronico è una condizione diffusa anche nel nostro paese. È importante saperne riconoscere i sintomi per poter mettere in atto delle strategie difensive.

Burnout in inglese significa letteralmente bruciato, fuso. Ed è un termine che descrive molto bene come si sente un soggetto colpito dalla sindrome da burnout, chiamata anche sindrome da stress lavorativo cronico, o da stress lavoro-correlato. [1] Si tratta di una condizione descritta dagli psicologi fin dagli anni settanta, inizialmente tra gli operatori sanitari e poi nel gruppo più ampio di tutti i professionisti che in senso allargato “si occupano della gente” (helping professions): i lavoratori del sociale (assistenti sociali, educatori, volontari, etc.) e gli insegnanti. [1,2] Le manifestazioni della sindrome sono sostanzialmente tre [3]:

sensazione di mancanza o esaurimento di energia

distacco mentale sempre più accentuato dal proprio lavoro, o sensazione di negatività o cinismo nei confronti del proprio lavoro

ridotta efficacia professionale.

Burnout: un problema diffuso
La sindrome da burnout è un problema assai diffuso, che può avere notevoli ripercussioni per la salute e la produttività di qualsiasi sistema organizzativo di servizi alla persona. [2] Dopo decenni di discussioni, a sancire la peculiarità del burnout è intervenuta anche l’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS), che nel 2019 ha riconosciuto questa sindrome come un fenomeno occupazionale e non come una condizione medica. L’OMS ha fatto anche una precisazione importante: il concetto di burnout si riferisce in modo specifico al contesto di lavoro e non dovrebbe essere applicato in altri contesti.
Le cause del bornout…
A occuparsi per primi del problema sociale del burnout sono stati gli Stati Uniti. E proprio negli States la Mayo Foundation for Medical Education and Research (MFMER), una delle istituzioni più attente alla situazione della salute pubblica, ha redatto un documento in cui si individuano i fattori che in ambito lavorativo più possono minare la psiche dei lavoratori. Eccole elencate schematicamente [5]:

Mancanza di controllo. Spesso le persone colpite dal problema si lamentano di non avere voce in capitolo nelle decisioni che influenzano il loro lavoro, o di non avere le risorse sufficienti a svolgere i loro compiti.

Aspettative di lavoro poco chiare. I lavoratori spesso non si trovano a loro agio perché non è stato definito in modo esplicito il loro grado di autorità sugli altri o ciò che i superiori si aspettano da loro.

Dinamiche di relazione tra colleghi disfunzionali. Spesso il problema risiede in un rapporto personale difficile col capufficio o con i colleghi: questo può essere un fattore determinante per l’accumulo di stress nelle ore lavorative.
Picchi di attività. Stanchezza e burnout sono dietro l’angolo quando viene richiesta una concentrazione costante per far fronte a situazioni lavorative monotone o caotiche.

Mancanza di sostegno sociale. Le persone a maggior rischio di burnout sono quelle più isolate, che non possono contare su una rete di sostegno, sul luogo di lavoro così come nella vita personale.
Squilibrio tra lavoro e vita privata. Spesso il burnout è associato a un tempo dedicato al lavoro dilatato a dismisura, che toglie tempo ed energie da dedicare alla famiglia, al tempo libero e agli interessi personali.

… e le sue conseguenze
Secondo gli esperti della Mayo Foundation, il burnout ha alcune tipiche conseguenze sulla salute psichica e fisica della persona. Alcuni di questi sono sintomi, come [5]:

affaticamento

insonnia

tristezza

rabbia

irritabilità.

Altri sono comportamenti, messi in atto per cercare di compensare lo stato di disagio, come:

abuso di alcool

abuso di sostanze stupefacenti.

Se si guarda invece allo specifico contesto professionale, gli studiosi del problema segnalano anche l’assenteismo, il deterioramento della prestazione lavorativa, la richiesta di trasferimento o l’abbandono volontario del posto di lavoro [1].
Infine, il burnout può essere un fattore di rischio per l’insorgenza di diversi disturbi fisici o addirittura patologie, quali [5]:

ipertensione

malattie cardiache

diabete di tipo 2.

Burnout: che fare?
Gli esperti della Mayo Foundation hanno pubblicato anche alcuni consigli per aiutare le persone che si accorgono di andare incontro a un probabile burnout o ne sono già colpiti. [5]

Valutare le proprie opzioni. Il primo consiglio è di capire se ci sono margini di miglioramento della situazione lavorativa, discutendo delle proprie preoccupazioni con i superiori o il supervisore: l’obiettivo può essere quello di un cambiamento nelle aspettative, oppure di raggiungere un compromesso sulle richieste.

Cercare supporto. Colleghi, amici o i propri cari possono offrire aiuto e collaborazione per affrontare la situazione. In alcune realtà lavorative sono attivi programmi di assistenza per i dipendenti: in tal caso è consigliato approfittarne.

Dedicarsi ad attività rilassanti. Praticare yoga, meditazione o “Tai Chi” possono aiutare contro lo stress.

Praticare esercizio fisico. Un’attività fisica regolare può aiutare a gestire meglio lo stress e può anche distogliere la mente dal lavoro.

Dormire. Il sonno consente di ritrovare il benessere e aiuta a preservare la salute.

Praticare la mindfulness. La mindfulness consiste nel concentrarsi sul flusso del respiro, cercando di essere profondamente consapevoli di ciò che si percepisce e si sente in ogni momento, senza interpretazioni o giudizi. In un ambiente di lavoro, questa pratica consente di affrontare le situazioni con apertura e pazienza, ma senza giudizio.

INAIL Settore Ricerca – Dipartimento di Medicina del Lavoro – Burnout e insegnamento

https://www.inail.it/cs/internet/docs/allegato_burnout_e_insegnamento.pdf

Marconcini S. La Sindrome del Burn out impatto nelle Helping Professions. Scienze infermieristiche

https://www.scienzeinfermieristiche.net/la-sindrome-del-burn-out-impatto-nelle-helping-professions/

WHO – Burn-out an “occupational phenomenon”: International Classification of Diseases

https://www.who.int/mental_health/evidence/burn-out/en/

Carlini et al. Analisi e valutazione medico-legale della sindrome da burnout nell’ambito delle helping profession e della tutela INAIL per i casi di malattia e suicidio. RivPsichiatr 2016; 51(3):87-95

https://www.rivistadipsichiatria.it/r.php?v=2304&a=24790&l=326934&f=allegati/02304_2016_03/fulltext/02.Carlini%20(87-95).pdf

Mayo Clinic – Job burnout: How to spot it and take action

https://www.mayoclinic.org/healthy-lifestyle/adult-health/in-depth/burnout/art-20046642

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