“Torture in carcere”. Tre rinvii a giudizio

Una condanna in abbreviato e tre rinvii a giudizio. Si è chiusa così l’udienza preliminare che vedeva imputati tre agenti di polizia penitenziaria e un’infermiera in servizio nel carcere di via Arginone. Le accuse formulate a vario titolo nei loro confronti sono pesanti. I reati ipotizzati dalla procura vanno infatti dalla tortura alle lesioni passando per la calunnia e il falso. Al centro del procedimento arrivato ieri al primo spartiacque davanti al gup Danilo Russo c’è un presunto pestaggio ai danni di un detenuto. Un episodio che, sempre secondo l’impianto accusatorio, sarebbe stato ‘coperto’ dall’infermiera. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, i poliziotti avrebbero fatto spogliare Antonio Colopi (in carcere per omicidio) all’interno della sua cella per poi ammanettarlo e picchiarlo. L’infermiera avrebbe poi cercato di sviare le indagini, scrivendo il falso sul registro delle consegne e mentendo ai carabinieri che investigavano sull’accaduto. I fatti si sarebbero verificati il 30 settembre del 2017. L’udienza preliminare aveva visto le strade degli imputati dividersi. Uno degli agenti, assistito dall’avvocato Giampaolo Remondi, aveva scelto il rito abbreviato.

Gli altri tre (due poliziotti difesi dagli avvocati Alberto Bova e Alessandro D’Agostino, e l’infermiera, avvocato Denis Lovison) avevano invece scelto di puntare al non luogo a procedere discutendo l’udienza preliminare. Per quanto riguarda l’agente che ha scelto il rito alternativo, il pubblico ministero Isabella Cavallari ha chiesto la condanna a tre anni e mezzo di reclusione. L’avvocato Remondi ha chiesto l’assoluzione, ribadendo la tesi sostenuta sin dall’inizio, e cioè che il poliziotto in questione non sarebbe mai entrato nella cella in cui si sarebbero svolti i fatti. La ricostruzione della difesa non sembra però avere convinto il giudice che ha emesso una sentenza di condanna a tre anni. “Sicuramente faremo appello” si è limitato a dichiarare l’avvocato Remondi al termine dell’udienza. Per gli altri tre imputati il gup ha disposto il rinvio a giudizio. L’udienza, davanti al tribunale collegiale, è fissata per il 14 aprile. Un rinvio a giudizio “quasi scontato”, secondo l’avvocato Lovison. “Andiamo comunque fiduciosi al processo – precisa –, certi di riuscire a dimostrare l’estraneità alle accuse a lei rivolte”. Poche parole anche dagli avvocati Bova e D’Agostino che si sono detti “certi di poter dimostrare a processo l’insussistenza del reato in questione”.

Fonte: ilrestodelcarlino.it

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